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mercoledì 3 febbraio 2010

Guasti negli hardisk: come recuperare i dati e isolare i settori danneggiati del disco, parte prima

Il disco rigido, nel contenere parti meccaniche e parti magnetiche, è uno dei disposistivi più sensibili del computer.

Si può danneggiare per le vibrazioni interne, i colpi, le variazioni brusche di tensione e le alte temperature.

Inizieremo con la configurazione del disco rigido, dal collegamento ai parametri del bios relazionati ad esso.

Gli attuali dischi Serial-ATA e Serial-ATA II non creano conflitti come i dischi Parallel ATA e IDE.


Il disco rigido è uno dei dispositivi interni più sensibili del pc.

In tutte le schede madri esistono due controller dei dischi, chiamati IDE1 e IDE2, alla quale si possono collegare fino a due unità ATA o ATAPI; dishci rigidi, unità cd, etc.


Le unità del tipo ATA o IDE si collegano allo stesso cavo piano ed è necessario distinguerli mediante il jumper che cada unità possiede nella parte posteriore o inferiore. Una delle unità deve avere il jumper nella posizione Master(maestro) e l'altra, nella posizione Slave(schiavo).

Alcune marche come Western Digital hanno due opzioni addizionali, chiamate Single(solo) e Master with slave present(maestro con schiavo presente), che si deve tener conto al momento di aggiungere un'altra unità se questa non è detettata.



Questi sono i distinti tipi di connettori utilizzati per le unità del pc. Da destra a sinistra:
un cavo arrotondato e l'altro piatto per Parallel ATA, uno per dischi Serial-ATA e l'ultimo per
unità SCSI.
Per esempio, se all'aggiunta di una nuova unità disco, non è detettata dal Bios setup(all'avvio del sistema), è molto probabile che siano mal configurati i jumper: se l'unità disco presente è configurato come Single, non ammetterà altre unità nello stesso canale o cavo IDE.

Dobbiamo controllare i jumper e collocarli come corrisponde. In questo caso, dobbiamo muovere il jumper dalla posizione Single alla Master with slave present e, nella nuova unità, mettere il jumper nella posizione Slave.

Questo è un errore comune che può farci perdere tanto tempo, anche se molto semplice da rispolvere alle volte non si pensa che questo possa succedere. Con il rispetto al Bios setup, le cose si sono migliorate molto negli ultimi anni.

I dischi rigidi e le unità sono riconosciute e configurate automaticamente, per tanto, se un'unità disco non è risconosciuta dal setup, avremo problemi, a meno che sia un problema di connessione o configurazione dei jumper o meglio che i controller disco incorporati siano disabilitati. Un'altra possibilità è di inserire manualmente i dati del disco rigido scritto nell'etichetta (numero settori, testine, cilindri etc.) e controllare se funziona.

Molte volte davanti ad una logica difettosa o un problema Plug And Play della scheda madre, potremmo risolvere i conflitti in questo modo, almeno temporaneamente.

SECONDO LA QUANTITA' DI UNITA' CHE ABBIAMO NEL PC: DISCHI RIGIDI, UNITA' CD E DVD, POSSIAMO SCELGIERE LA CONFIGURAZIONE CHE DAREMO A CADA UNA:
UNITA'
IDE PRIMARIO
JUMPER
IDE SECONDARIO
JUMPER
1

HDD

Master
---
---
2

HDD

HDD

Master

Slave

---

---

---

---

2

HDD

CD/DVD-ROM

Master

Slave

---

---

---

---

3

HDD

HDD

Master

Slave

CD-ROM

Master

3

HDD

CD/DVD-ROM

Master

Slave

CD-DVD-ROM

Master

4

HDD

HDD

Master

Slave

CD/DVD-ROM

CD/DVD-ROM

Master

Slave


CONTROLLARE CAVI E CONFIGURAZIONE:
1° Nel caso di un'interfaccia Parallel ATA, per controllare il cablaggio dobbiamo togliere il connettore che va all'alimentatore (cavo Molex) e controllare la tensione dei cavi. Il disco rigido è uno dei componenti più rumorosi del sistema.

Se non sentiamo nessun suono, è probabile che non stia ricevendo la tensione adeguata.

Dobbiamo anche scollegare il cavo IDE che va alla scheda madre.


2° Se il disco è Serial-ATA, dobbiamo scollegarlo dallo spinotto S-ATA che va alla scheda madre e staccarlo dalla corrente. Se la scheda madre possiede più di un connettore di questo tipo, possiamo provarlo in un altro.


3° Nel caso dei disci PATA, dobbiamo ricordare che supportano due dispositivi per cada porta, ragione per la quale una delle unità deve configurarsi come Master o come Slave. Per farlo, si deve osservare l'etichetta del disco e muovere il jumper utilizzando una pinzetta; dobbiamo anche verificare che connettori usiamo nel modo cable select.



4° Torniamo a collegare i cavi tenendo conto che il filo di colore(indica il pin 1) deve essere dal lato del connettore Molex dell'unità.



5° Dopo accendiamo il pc e proviamo la configurazione. Se detettiamo problemi un'altra volta, dobbiamo entrare nel bios e configurare il disco rigido.



6° Scegliamo l'opzione automatica (Auto) e verifichiamo che lo riconosca correttamente. Se questo non succede, selezioniamo User e configuriamo il disco a mano, con i parametri che indica la sua etichetta. Salviamo la configurazione e reiniziamo.




PRECAUZIONI CON LE CONNESSIONI
Al collegare un dispositivo IDE, dobbiamo assicurarci che il cavo IDE sia fermamente connesso come il cavo d'energia elettrica sia calzato nella forma corretta. Inserito al contrario, si causeranno danni alle unità IDE o al controller della scheda madre.

SISTEMA DI ARCHIVIO
Il sistema di archivio è l'incaricato, in tutti i sistemi operativi, di organizzare la distribuzione dei files e directory in settori o blocchi di dati ordinatamente per, al salvare o leggere un file, il vincolo punti correttamente ai settori che questo file comprende.

La lista di questi vincoli si immagazzina nella tabella di assegnazione files, che è giustamente l'incaricata di mantenere il listato dei files e conoscere a che settore o cluster appartengono, immagazzinando altri dati rilevanti di cada uno di questi files, come il timestamp(data e ora di
creazione e ultima modifica), grandezza assegnata, grandezza occupata, attributi stabiliti, etc. Esistono dozzine di sistemi dei files, come per esempio: FAT12, FAT16, FAT32, NTFS, HPSF, CDFS, EXT2, EXT3, REISER, MSF, MINIX o JFS.

QUADRO COMPARATIVO TRA FAT E NTFS

SISTEMA DI ARCHIVIO
BIT
CAPACITA' MASSIMA DI PARTIZIONE
SISTEMA OPERATIVO
GRANDEZZA DEL CLUSTER
FAT-12

12

16 MB
DOS e Windows
Fisso
FAT-16

16

2 GB (4 GB in NT)

Windows 95, DOS 6

Fisso

FAT-32

32

2 TB (124 GB in Windows 9x, 32 GB in XP)

Windows 95 OSR2, 98, ME

Fisso

NTFS
32
2 TB
Windows NT 4.0, 2000, XP
Variabile secondo il file
TABELLA ALLOCAZIONE FILES
Anche conosciuta come FAT (File Allocation Table), è la tabella allocazione impiegata da Microsoft dall' MS-DOS fino al Millennium Edition.

Questo sistema cadde in disuso per i suoi grandi svantaggi, la mancanza di sicurezza nell'accesso ai files e l'importante fragmentazione che produce nei files immagazzinati.


IL PEGGIORE DI TUTTI I PROBLEMI
Esistono vari tipi di errore. Senz'altro, i più gravi sono relazionati con la parte matematica del disco. Gli errori di superficie possono permetterci di salvare le informazioni, quelle della scheda logica possono essere usati da un'altra; ma nel caso dei problemi meccanici, non c'è niente che si possa fare per recuperare i dati.


SETTORE D'INIZIO MAESTRO
Il settore d'inizio maestro o registro principale d'inizio (MBR, Master Boot Record) è un programma alloggiato nel primo settore del disco rigido (settore 1 della testina 0 del cilindro 0), necessario per che il disco possa contenere partizioni e sistema di avvio. Contiene il gestore
di inizio, la tabella delle partizioni e un piccolo registro che indica se l'unità è boottabile o no. Grazie a questi dati alloggiati lì, si può avviare il sistema operativo.

SETTORE D'INIZIO
E' lo spazio riservato per che tutta la partizione salvi i files di sistema. Nel caso dei sistemi MS-DOS o piattaforme Windows 9x, si trattava dei files io.sys e msdos.sys. Nei sistemi della famiglia Windows NT, il file in questione è l' ntldr o NT Loader.

FILE BOOT.INI
E' un file di testo che si alloggia nell'unità C:, è quello che da le indicazioni e opzioni d'inizio al boot manager o NT Loader. In esso si salva la lista dei sistemi operativi installati nel pc, in che controller dischi, unità fisica e partizione sono.

Esempio di boot.ini:



la sua funzione è quella di mostrare nello schermo, attraverso l' ntldr, un menù dal quale l'utente può scorgere con che sistema operativo avviare il pc, al momento dell'accensione del pc.

E' possibile anche specificare un sistema operativo per difetto tra quelli che sono presenti
nella lista e scegliere anche il tempo del menù per iniziare il sistema predeterminato come principale.

Tutti questi parametri possono essere configurati in Risorse del computer per poter ottenere così una tempo di avvio maggiore o minore per eleggere il sistema operativo.

fonte: Baab

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