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giovedì 17 giugno 2010

Le velocità effettive dell'Adsl Tlc, operazione trasparenza.

La rilevazione di SOS tariffe mostra un'Italia con grandi squilibri della larghezza di banda reale.

E ovunque si naviga a molto meno di quanto promettono gli operatori. Ma qualcosa sta cambiando

In Italia cresce la fame di banda larga di qualità. Così gli operatori cominciano ad andare incontro a quest'esigenza, anche se la strada da fare è ancora molto lunga. Lo dimostrano due notizie di questi giorni: da una parte, l'arrivo di Adsl con banda minima garantita nei listini dei principali operatori italiani.

Per la prima volta, quindi, gli utenti di Telecom Italia, Fastweb, Tiscali, TeleTu e Vodafone (Wind tra qualche mese) possono avere un'idea di quale sarà la velocità minima raggiungibile dalle Adsl che intendono acquistare; dall'altra, un nuovo test sulle Adsl italiane 1, a cura di Sos Tariffe.it, Tom's Hardware e Pino Bruno. Che conferma il forte squilibrio tra quanto si legge nelle pubblicità e quando effettivamente si ottiene.

I numeri. Il dato sulla velocità minima garantita si trova sui siti dei rispettivi operatori e va da 2,1 a 10,2 Megabit al secondo, per Adsl a 7 e 20 Megabit di velocità massima dichiarata, rispettivamente. Già, c'è una grande differenza tra il minimo e il massimo: è proprio qui il senso della delusione che può colpire gli utenti Adsl.

La conferma di questa situazione arriva nel test di SosTariffe.it. "La velocità media reale per le Adsl 7 Megabit è di 4,3 Mbps e per quelle 20 Megabit è di 7,3 Mbps", spiega Alessandro Bruzzi, gestore del sito-osservatorio specializzato in offerte e prestazioni internet. SosTariffe. it è giunto a questa media analizzando e verificando i test fatti dagli utenti tramite uno strumento 2 messo a disposizione sul web. A oggi sono 15.200 i test verificati e giudicati attendibili da SosTariffe.it.

Lo strumento consente di analizzare la velocità della propria connessione banda larga, di qualunque tipo, fisso o mobile. "Dai risultati appare chiaro che l'infrastruttura banda larga è molto diversa da regione a regione. Ci sono alcune che eccellono, grazie a investimenti fatti sul territorio: è il caso della Sardegna e, come ovvio, della Lombardia.


Altre zone invece sono penalizzate: soprattutto nell'Appennino e nel Trentino Alto Adige". L'oscillazione di velocità, tra una regione e l'altra, arriva a 2 Megabit in media, come si legge nella mappa che pubblichiamo con quest'articolo. SosTariffe.it ha estrapolato, per Repubblica.it, anche i risultati per singolo operatore: si va in media dai 4,9 Mbps di Tiscali ai 3,6 Mbps di TeleTu e ai 3,4 Mbps di Vodafone.

Parlano gli operatori. "Non discutiamo l'utilità di questo test"- commentano da Vodafone- "ma non può essere eretto a strumento di tutela informativa del cliente, per molte ragioni. Il risultato può essere falsato dall'errore umano di chi compie il test e non tiene conto di vari parametri, tra cui la distanza dalla centrale.

Ben venga il dibattito sulla rete e sui suoi problemi, ma facciamolo basandolo su dati oggettivi". "I risultati ottenuti in Sardegna confermano l'eccellente qualità della nostra rete che copre completamente l'area urbana di Cagliari", dice invece Andrea Podda, Cto di Tiscali. "I buoni dati di Milano dipendono dal fatto che, grazie a Fastweb, questa è forse la città più cablata in Europa", aggiungono dall'operatore.

Fastweb per altro si distingue per il livello di dettaglio nelle garanzie descritte sul sito 3: indica non solo la velocità minima dell'Adsl 20 Mbps (10,2 Mbps) ma anche quella "di crociera", cioè media prevista: 15 Mbps. Il valore minimo è superiore a quello garantito dai concorrenti, cioè 2,1 Mbps per la 7 Megabit di Telecom Italia, Vodafone e TeleTu; 7,2 Mbps per la 20 Mbps di Telecom. Tiscali fa un po' meglio: 2,8 Mbps per la 7 Megabit e 13,4 Mbps per la 20 Megabit.

Qualcosa sta cambiando. Da Wind fanno sapere che pubblicheranno alcune garanzie entro ottobre, quando sarà ultimata questa fase.

È appena cominciato, infatti, l'adeguamento degli operatori a una delibera Agcom del 2008 4 dove l'Autorità chiede dare agli utenti alcune garanzie sulla qualità Adsl (non solo la velocità minima, ma anche quella media, tra le altre cose).

A ottobre arriverà un software certificato Agcom 5: permetterà agli utenti di verificare le promesse degli operatori. Se le velocità risultanti dal software saranno inferiori a quelle garantite, gli utenti avranno diritto a recedere dal contratto senza costi (che adesso sono pari a 60 euro nella quasi totalità dei casi).

Prima dell'arrivo del software, quindi, gli utenti dovranno prendere le garanzie con il beneficio d'inventario, senza potersi rivalere in caso di promesse mancate. Ma almeno è un passo avanti rispetto alla mancanza di trasparenza sulla qualità reale delle Adsl italiane.




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