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domenica 5 settembre 2010

Per chi suona la campana: l'evoluzione di Linux in questi ultimi tempi.

L' evoluzione che Linux ha subito in questi ultimi tempi puo' favorire la nascita di nuovi entusiasmi, il suo riconoscimento anche in ambito meno specialistico ma di massa e' sempre piu' evidente. Ma questo articolo vuole essere in questo senso contro corrente, portando a galla quei campanelli d'allarme che sento trillare all'orizzonte.

Il lettore sicuramente conosce il soggetto principale di questo articolo, Linux, e le sue caratteristiche. Vorrei soltanto perdere qualche secondo per sottolineare l'unicita' di Linux: nato per il gruppo di processori Intel X86, e' possibile ora avere un sistema Linux completo sia su Alpha, che su Power Pc e Sparc.

Pur considerando che lo sviluppo di queste ultimi due sistemi solo agli albori e dati gli annunci della stessa casa madre Apple, ritengo di poter considerare Linux un sistema multipiattaforma a tutti gli effetti. Nessuna novita' per il lettore, ma sicuramente enorme per il mercato. Non sono a conoscenza di nessun sistema operativo multipiattaforma cosi' vastamente utilizzato come Linux. Tralasciamo discorsi sul multiprocessore (articoli li trovate nel numero passato), sull'efficienza e nemmeno sull'intelligenza, in quanto, caro lettore, si', anche il software ha un'anima. Dovrebbe essere il trionfo del Bene contro il Male. Dovrebbe. Ma temo che cosi' non sara'.

Cos'e' il Bene in questo contesto e' difficile da descrivere senza cadere in tentazioni denigratorie. Prendiamo allora per buono il concetto della GNU: brutalizzandolo, il software e' prodotto d'ingegno, forma d'arte che deve essere fruibile da tutti e percio' gratuita. Io aggiungo che il sistema operativo di una macchina e' la chiesa dove consacrare questo culto. Cos'e' il Male? Il male e' piu' semplice da descrivere, sono delle cifre, come 2730000000. Duemilasettecentotrentamiliardi. Di lire, ovviamente, e cioe' la fortuna stimata di uno dei nostri Anticristi, Bill Gates. Non entro nel merito di Microsoft come azienda, ma come filosofia di fondo:

il software e' quella cosa che posso manipolare a mia forma e somiglianza e dare in pasto ai dannati. Piu' grande lo faccio, piu' i dannati mi offrono sacrifici all'altare del dio denaro. Non una forma d'arte, ma grimaldello per le tasche.

273 e otto zeri e', per adesso, la bandiera bianca che sventola nel firmamento di Stallman. E' il fallimento della conoscenza sull'ignoranza. Il danno e' grande. L'umanita', non e' una esagerazione, ne paghera' le conseguenze, e la colpa ricade proprio su chi sa, chi capisce e lascia perdere. Come e' possibile che proprio il Creatore Stallman non perda l'occasione di tacere invece di fomentare una polemica sul nome, ebbene si, il nome da dare a Linux? Va bene, Linus, il biondo finnico, ha "solamente" sviluppato il kernel, il resto e' Gnu. Tutti lo sanno, e' scritto anche sulla lapide di Minix. E allora? Ben venga il Grande Freddo, se semina il Vangelo come ha fatto Linus. Il vangelo dell'efficienza, dell'intelligenza e, perche' no, dell'arte. Temo che invece si cominci a vedere Linux come Windows, a cercare la gloria e il denaro. Il vitello d'oro. Ma Linux non e' Commerciale, anzi, e' il Non-Commerciale, il Free. Lasciatelo libero, vorrei urlare ai suoi padri, turatevi il naso, non vi curate ma passiate innanzi. Vorrei urlare, ma non posso, e il tintinnio del campanello d'allarme e' sempre piu' forte.

Favola finale: Cosa succederebbe se tutte le universita', centri di ricerca, grandi aziende "soccombessero" a Microsoft? Perche' lasciare che lo sviluppo dell'informatica sia rallentato dagli interessi di uno solo? Perche' i grandi padri non gridano il pericolo, non "educano" finalmente le aziende che sovvenzionano le ricerche stesse. Perche' Stallman non denuncia queste cose, invece che incavolarsi per un nome?
fonte: Pluto.it
Autore
: Stefano Campadello



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